Esiste il "reverse racism" o il "reverse discrimination"?

Aggiornamento: 22 mar




I gruppi di persone che appartengono tradizionalmente alla maggioranza possono sentirsi discriminati dalla minoranza?


Il razzismo è una credenza secondo la quale ciascuna razza avrebbe capacità innate e non modificabili. Ciò comporta che alcune razze hanno qualità che le rendono superiori alle altre. Le razze che si ritengono superiori si arrogano il diritto di dominare e sottomettere le altre considerate inferiori. Le differenze razziali fanno sì che alcuni esseri umani siano intrinsecamente superiori agli altri e che non ci sia, quindi la possibilità di colmare questo divario.

Nel passato molte dottrine politiche si sono basate sul razzismo. Imperialismo, antisemitismo e nazismo, solo per citarne alcune, che hanno causato guerre e migliaia di morti.

Nella società moderna si inizia a parlare dal 1964 di "reverse discrimination", cioè di discriminazione al contrario, verso i bianchi e verso gli uomini nel mondo del lavoro e dell'educazione. Oggi si inizia a parlare di un ingiusto vantaggio dato a quelle categorie di persone che nel passato sono state oggetto di discriminazione per il loro genere, la loro razza o il loro orientamento sessuale.

A voi sembra così?

Un altro termine che si usa è "reverse racism", cioè razzismo al contrario: in un contesto a maggioranza di bianchi caucasici vengono privilegiate le popolazioni di colore o asiatiche. Esiste veramente un razzismo contro la maggioranza di bianchi? Gli uomini vengono veramente discriminati in favore delle donne? E gli eterosessuali si sentono discriminati in favore degli omosessuali?


In Sud Africa esistono dei ghetti dove viene emarginata la popolazione bianca. Una politica controversa ha privilegiato la popolazione nera nel mercato del lavoro. La popolazione bianca qualificata non riesce ad avere possibilità di crescita nella società Sud Africana. Esiste un "reverse apartheid", cioè una segregazione al contrario, per la quale la maggioranza nera esclude e discrimina la minoranza bianca.


In una società maschilista come questa gli uomini si possono sentire discriminati? A sentire il "Men's rights movement" (MRM) parrebbe di sì! Gli uomini si sentono discriminati in fase di divorzio perchè la custodia dei figli viene quasi sempre assegnata alle donne. Molti attivisti lamentano che si dà più importanza alla mutilazione dei genitali femminili, anzichè alla circoncisione neonatale maschile. La violenza domestica sugli uomini è ignorata perchè gli uomini sono meno propensi a considerarsi vittime. Le donne sarebbero più favorite nell'istruzione a discapito dei ragazzi che risulterebbero più demotivati. Nella società gli uomini non si sentono privilegiati rispetto alle donne. Le donne avrebbero un'aspettativa di vita più lunga degli uomini perché si investe di più nella prevenzione delle malattie femminili a discapito della salute maschile. Molti senza tetto sono uomini. La leva militare obbligatoria viene considerata una discriminazione contro gli uomini. La "paternità fraudolenta": molti uomini si lamentano di dover provvedere a figli che biologicamente non sono i loro. Gli uomini si devono difendere da false accuse di stupro. Gli uomini sono più soggetti al suicidio rispetto alle donne.


In certi ambienti LGBT si parla di eterofobia, cioè di una paura e di una sfiducia verso le persone di orientamento eterosessuale. Anche tra le femministe si parla di eterofobia come di una paura di relazionarsi con persone di sesso opposto. Secondo la scrittrice femminista, Daphne Patai, il movimento femminista è diventato estremamente intollerante verso gli uomini, al punto che le donne che appartengono al movimento femminista e che hanno delle relazioni con gli uomini vengono escluse e incontrano un'opposizione interna al movimento. Si parla di violenza eterosessista come di una forma di controllo sociale di cui sono vittime le donne omosessuali: bande di uomini che eseguono stupri correttivi per curare l'omosessualità femminile. E' accaduto in Sud Africa a una attivista LGBT, Eudy Simelane che fu stuprata e uccisa proprio da una di queste bande.

Lo stupro correttivo è un crimine veramente odioso. E' un trauma fisico e psicologico che porta a gravidanze non desiderate, contagi di HIV e, infine al suicidio della vittima. Molte vittime di stupri correttivi in Sud Africa e India soffrono di un senso di insicurezza dovuto all'atteggiamento omofobico prevalente nei loro paesi. La discriminazione che vivono è tripla perchè sono donne, nere e omosessuali. Le sopravvissute a stupri correttivi soffrono di depressione, ansia e disturbi post traumatici da stress che dovranno affrontare da sole a causa della discriminazione sessuale per l'accesso alle cure mediche.


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