Il narcisismo e il riconoscimento dell'autorità

Aggiornamento: 22 mar



L'autorità è un potere che qualcuno esercita sugli altri perché si trova in una posizione di vantaggio o di privilegio. Ad esempio, in famiglia il padre esercita autorità sui figli minorenni, guidando le loro scelte.


Alcune persone si sentono a disagio quando si trovano in contatto con persone autorevoli. Questa sensazione di disagio dipende dal fatto che svalutiamo noi stessi e ci sentiamo dipendenti dal giudizio e dall'approvazione degli altri.

Chi teme le figure autorevoli si sente inadeguato e diventa un po' come un bambino di fronte ad un genitore severo. Si sente quindi, piccolo, immaturo e carente, di fronte ad un genitore che sente come opprimente, invasivo e potente.

Nell'ambito delle relazioni di lavoro, attraverso il meccanismo della proiezione potresti sovrapporre ai tuoi superiori la figura di un genitore autoritario che ti ha fatto sentire oppresso. Quindi, questo meccanismo ti potrebbe causare un senso di disagio e farti sentire inferiore.

Ascoltando la nostra paura possiamo scoprire dei lati di noi stessi più fragili e più vulnerabili che non siamo ancora riusciti a gestire per relazionarci con il mondo.

Una persona che teme di relazionarsi con una persona autorevole non crede nelle sue potenzialità e tende a misurare il suo valore dai ruoli che ricopre nell'ambito della gerarchia aziendale o sociale. Ha una bassa autostima e cerca di evitare il confronto con gli altri perché teme di uscirne sempre sconfitto.

Possiamo cambiare e relazionarci in un modo più positivo e senza tutta questa paura immotivata.

Da cosa deriva tutto quel timore? Stai proiettando sui tuoi superiori il fantasma di un genitore severo e giudicante? Come affrontare la situazione? Potresti iniziare a dire di no a quelle richieste che ti fanno sentire umiliato e non fanno parte delle tue mansioni. Potresti a tua volta esercitare autorità in certe situazioni, invece di delegare sempre agli altri.

Diventare consapevole di queste dinamiche interne, ti permetterà di conoscere meglio te stesso e di superare le tue paure.


La parola autorità acquisisce anche un altro significato: quando diciamo che qualcuno è un'autorità nel suo campo, intendiamo dire che riconosciamo a quella persona delle capacità professionali e la riteniamo esperta.

La sindrome dell'impostore è una condizione psicologica particolarmente diffusa tra le persone di successo. Queste persone sono convinte di non meritare il successo ottenuto che viene giustificato dalla fortuna o dalla sopravvalutazione degli altri. Questa condizione è particolarmente diffusa tra le donne.

La sindrome dell'impostore non rientra nei disturbi mentali descritti nel DSM, ma è stata oggetto di studio da parte di diversi psicologi. Infatti, viene considerata come un tratto molto radicato della personalità. Queste persone vivono nella paura di essere scoperte e di deludere gli altri. E' presente nella persona una costante sensazione di inadeguatezza.

La persona che soffre di questa sindrome ha un Io giudicante e accusatorio e soffre di bassa autostima.

Se soffri di questa sindrome sei una persona che tende all'autocritica. Sei un perfezionista, qualsiasi cosa fai ti sembra di non essere mai abbastanza. Sei sempre insoddisfatto, infatti se non riesci a gioire dei tuoi successi non riuscirai mai ad essere contento! Hai sempre paura di fallire e questa paura ti causa ansia e stress.

Potresti avere pensieri del tipo: "Sono solo stato fortunato!", "Se ci riesco io, allora ci possono riuscire tutti!","Non mi merito i complimenti!" e "Gli altri mi sopravvalutano, ma quando si accorgeranno di come sono veramente inizieranno ad odiarmi!".

Il tuo problema è che hai una visione di te totalmente irrealistica. Dovresti smettere di guardarti con i tuoi occhi e iniziare a guardare te stesso nello stesso modo in cui ti vedono gli altri.

Se vuoi superare questa sensazione di disagio spesso non sono sufficienti le parole di incoraggiamento degli altri, ma è necessario un lavoro su se stessi. Innanzitutto, dovresti partire dalla tua autostima e aggiustare alcuni tuoi tratti caratteriali. Se hai una forte autocritica e una tendenza al perfezionismo significa che sei una persona che si impegna molto, ma non devi lasciare che questi aspetti di te prendano il sopravvento, altrimenti andranno a tuo svantaggio. Infatti, ti ritrovi a sminuire le tue capacità invece di valorizzarle. Ammettere con te stesso o te stessa di non essere perfetto o perfetta è il primo passo per superare l'insicurezza. Ricordati che ogni essere umano impara cose nuove ogni giorno e che per essere bravi e competenti non è necessario sapere tutto.

Non temere di commettere degli errori, infatti tutti possono sbagliare. Guarda i tuoi errori sotto un'altra prospettiva: non sono la conferma del tuo fallimento, ma delle lezioni di vita da cui puoi imparare per poter crescere. Non farti prendere dall'ansia, ma cerca di imparare cose nuove e di rimediare.

Tieni sempre presente le tue qualità. Ripensa a quando hai conseguito un successo: quali doti hai impiegato per ottenerlo? Ecco, quelle doti ti appartengono e nessuno te le potrà togliere!

Accetta i complimenti! Smetti di rispondere con "E' stata solo fortuna!, o con "Mi è solo andata bene!". Interiorizza quelle parole e ripetile a te stesso o a te stessa nel tuo dialogo interiore.


Vediamo l'altra faccia della medaglia! Sto parlando dell'effetto Dunning-Kruger. Si tratta dell'effetto opposto, in cui individui poco esperti o addirittura decisamente incompetenti si attribuiscono meriti e qualità che non possiedono minimamente.

Non riescono a vedere il divario che li separa dalle persone veramente dotate e capaci e tendono a sovrastimare costantemente le loro capacità.

Chi soffre dell'effetto Dunning-Kruger non sta mentendo, ma è realmente incapace di vedere i propri limiti e ad ammettere i propri errori. Non sono in grado di ammettere i propri sbagli e non si prendono responsabilità!


Alcuni tratti di personalità narcisista subclinici, quindi che non rientrano nella patologia possono essere correlati positivamente con la forza psicologica. Non mi riferisco al narcisismo patologico. Alcuni tratti di personalità narcisistica come credere fermamente nelle proprie qualità, sentirsi un po' speciali possono essere positivamente correlati al successo scolastico. In questo caso, i tratti narcisistici di personalità sono correlati con la forza mentale che permette di avere quella forza psicologica che ci rende più determinati, concentrati e di avere una maggiore resilienza.

In un contesto scolastico in cui si privilegia la competizione, i tratti narcisistici di personalità subclinici possono favorire il successo. Nel mondo del lavoro, potrebbe essere un po' diverso perché sarebbe necessario sviluppare anche qualità di cooperazione.

Nel lungo termine avere un ideale del sé grandioso e una percezione di sé distorta non porta di certo a dei buoni risultati, né nella vita lavorativa né nella vita privata.


I leader che tendono ad avere dei tratti narcisistici di personalità. Si ritengono grandiosi e superiori e credono che la loro percezione della realtà sia l'unica possibile. Uno stile di leadership narcisistico potrebbe causare gravi danni nella gestione aziendale. La credenza di essere migliore degli altri non permette di prendere decisioni corrette.


Vorrei concludere accennando al mobbing. Il termine mobbing venne usato per la prima volta in etologia per riferirsi al comportamento di alcuni animali che circondano un loro simile e lo aggrediscono per allontanarlo dal branco. Un comportamento simile si verifica tra le persone nell'ambito lavorativo. Infatti, quando ci riferiamo al mobbing nell'ambito lavorativo ci riferiamo a tutti quei comportamenti di carattere vessatorio prolungati nel tempo, assunti dai superiori o dai colleghi nei confronti di un solo lavoratore che si sente aggredito e viene emarginato nell'organizzazione aziendale.

La salute e l'equilibrio psicofisico del lavoratore possono essere gravemente pregiudicati. Nel nostro ordinamento non c'è una normativa creata apposta, ma ci si deve riferire alle leggi già esistenti.

Affinché si parli di mobbing, ci devono essere comportamenti vessatori ripetuti nel tempo, assunti dal datore di lavoro, superiori o dai colleghi stessi. Ci deve essere un'alterazione negativa della salute del lavoratore. La cosa più importante però, è dimostrare il nesso di causalità tra i comportamenti vessatori subiti nel posto di lavoro e il peggioramento della salute del lavoratore. In questo caso, il lavoratore avrà diritto a un risarcimento danni. In psicologia, si parla di disturbo dell'adattamento che comporta per chi ne è affetto stress, ansia e depressione. Questo disturbo dipende dall'emarginazione morale del lavoratore sul posto di lavoro. La cosa più brutta è che questa ansia e depressione non resta sul posto di lavoro, ma viene portata a casa e influenza tutta la vita privata e di relazione. E' un fenomeno molto grave che interessa più di un milione di lavoratori in Italia.

Questo fenomeno è caratterizzato dall'omertà. Infatti, il lavoratore ha in mano un solo strumento la denuncia all'autorità giudiziaria o al sindacato. Il motivo principale del mobbing, di solito è solo l'antipatia. Lo so che è folle!

Un ostacolo grave è trovare i testimoni perché i colleghi di lavoro hanno paura di ritorsioni e di vendette dai superiori. Se ti trovi in questa situazione, ti consiglio di tenere un diario e di segnarti tutti gli eventi vessatori che subisci e chi eventualmente era presente!


Scrivi pure i tuoi commenti e dimmi cosa ne pensi!

Un abbraccio!






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