La dipendenza affettiva

Aggiornamento: 22 mar



Ciascuno di noi potrebbe essersi trovato in una relazione affettiva in cui sentiva che stava dipendendo da un'altra persona. La sindrome della dipendenza affettiva sembra aver raggiunto una tale diffusione da potersi considerare una pandemia. Sembra una specie di malattia e che sia presente ovunque ci siano dei rapporti che intercorrono tra uomo e donna. Da millenni alle donne viene insegnato a essere umili e devote e che solo queste caratteristiche le rendano "vere donne". La devozione amorosa, cioè l'assoggettamento della donna, non è rivolta solo al marito, ma verso i genitori, i figli e a volte verso intere reti di parentela. Per la donna queste persone sono da amare in modo assoluto, di un amore incondizionato che va a discapito di loro stesse e del loro futuro. Alle donne viene chiesto di annullare loro stesse, solo così potranno ritenersi amabili. Altrimenti, ci sarà sempre qualcuno che rinfaccerà loro di essere cattive, cioè egoiste e di pensare solo a loro stesse. Pare che il diritto ad essere egoisti sia un diritto esclusivamente maschile!


L'idea di essere femminili comprende essere molto accoglienti, molto compiacenti e va a braccetto con la dipendenza affettiva. Se una donna si sente rifiutata oltre a sentirsi brutta ed odiosa, si sente anche meno femminile, a causa di questo retaggio culturale!


I sintomi più evidenti di dipendenza affettiva sono:

- una sensazione di vuoto o di smarrimento quando ci si ritrova soli;

- provare una gelosia ossessiva e immotivata verso il partner;

- controllare il partner a livello fisico e sui social;

- passare da un estremo all'altro: provare un odio mortale verso il partner e poi, sentirsi in colpa e sentire di meritare di essere puniti;

- provare un forte dolore al petto, quando si ha paura di perdere la persona amata.


Il problema da superare nella dipendenza affettiva è che il proprio valore, la propria serenità e la fiducia che abbiamo in noi stessi dipendono totalmente dal giudizio che il partner, o la persona da cui dipendiamo affettivamente, ha su di noi e dallo stato d'animo dell'altro.

Ci dimentichiamo di noi stessi e pensiamo costantemente all'altro, proprio come un tossicodipendente pensa ossessivamente alla droga e a come fare per procurarsela!

Se il tuo partner torna a casa di malumore ti senti di esserne responsabile e provi il timore di essere lasciata. Pensi che quel malumore vada a distruggere la vostra relazione.


La dipendenza non è di per sé una cosa sbagliata: se ci pensate, un bambino è dipendente dai genitori per poter sopravvivere. Per poter sviluppare una sana indipendenza, ci deve essere stata nel periodo infantile una sana dipendenza. Il bambino deve aver interiorizzato una sana sensazione di sicurezza, che gli permette di costruire il suo sé, così che una volta adulto potrà sentire di essere centrato su di sé.


Per il dipendente affettivo l'amore è come una droga. All'inizio sente una sensazione di totale euforia, quella sensazione è piacevole e ne va di nuovo alla ricerca, pensando però, di poter avere la situazione sotto controllo. Pensa alla persona amata per due minuti e se ne dimentica per tre ore. A poco a poco, però, inizia a dipendere da quella persona per ogni cosa e si dimentica di sé: pensa a quella persona per tre ore e a se stesso per due minuti. Quando quella persona è lontana, prova una sensazione di vuoto e un malessere, proprio come ai drogati manca la droga. A quel punto pur di avere la presenza della persona amata, accetta di essere umiliato, anche se lo fa soffrire.



Chi incontra un soggetto narcisista va incontro al trauma da narcisismo. Quando si viene lasciati, si può provare un trauma da abbandono, che di per se stesso può essere molto doloroso e sconvolgente. Se si aggiunge il trauma da narcisismo, la situazione diventa ancora più grave, perché il narcisista mira ad umiliare, offendere e distruggere la persona che abbandona. La sindrome da trauma da narcisismo si caratterizza con un persistente senso d'angoscia e con un pensiero ossessivo verso il partner narcisista, di cui non si riesce a credere che sia stato capace di tanta crudeltà!


I sintomi del trauma da narcisismo sono:

- Attacchi di panico;

- Depressione;

- Ansia;

- Difficoltà a dormire e quindi, difficoltà ad alzarsi la mattina;

- Sociofobia (la paura degli altri);

- Disturbi dell'alimentazione;

- Comportamenti compulsivi (come guidare pericolosamente, ubriacarsi o drogarsi);

- Pensieri suicidari;

- Difficoltà a stare da solo, ma anche a stare in compagnia;

- Disturbi nella sfera sessuale;

- Deterioramento nelle relazioni familiari e di amicizia, perché gli altri non capiscono il trauma, ma pensano solo a una relazione finita male e per cui non si dovrebbe soffrire così tanto!

- Difficoltà nella vita lavorativa;

- Scarsa capacità di concentrarsi;

- Paura dei luoghi e degli oggetti che possono rievocare il narcisista traumatizzante!


Chi ha un partner narcisista, rischia facilmente di andare incontro ad una rottura della relazione e a provare un trauma da abbandono. Un narcisista quando chiude la relazione, vi fa sentire in colpa e cercherà di farvi sentire insicuri, enumerandovi tutte le qualità che a suo dire, di voi non andavano bene. La rottura con il narcisista è traumatica perché vi colpevolizza e vi fa sentire responsabili: se la relazione è terminata è a causa del vostro scarso valore come persone. Il lavoro più importante da fare è ridistribuire le responsabilità, perché ciascuno è responsabile delle proprie azioni e comportamenti e non di quelli dell'altro. In particolare, devi prendere coscienza che non sei responsabile delle opinioni dell'altro: se il partner ti considera di scarso valore è solo una sua opinione personale, di cui tu non sei responsabile! Sono solo le sue opinioni, cioè il modo di vedere la realtà che ha il narcisista, ma che non ha niente a che fare con te e con il tuo valore. Le opinioni svalutanti del narcisista, quindi non devono diventare parte della tua identità! Non ci devi credere!




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