La scoperta della nutriceutica ha cambiato la mia vita!

Aggiornamento: 22 mar

oggi voglio raccontarti un episodio accaduto qualche mese fa. Dopo un periodo molto stressante al lavoro, le palestre inagibili causa covid, ritmi serrati dovuti alla gestione famigliare di due bambini piccoli, mi sono guardata allo specchio e ho visto un corpo provato dalla stanchezza.





Mi spiego meglio, non è che fossi ingrassata o che mi vedessi particolarmente male, ma ho visto il risultato della poca attenzione data nell’ultimo periodo al mio corpo, i muscoli più rilassati, la pelle meno elastica e soprattutto una generale sensazione di mancanza di energia.

Il mio sistema immunitario decisamente indebolito mi ha fatta sentire più vecchia e, fermandomi, mi sono accorta di aver bisogno di prendermi più cura di me.

In passato mi sarei buttata su l'ennesima dieta restrittiva e palestra forzata, perché era l’unica cosa che conoscevo. L’unico vero modo per sentire di riprendere “controllo” di me stessa.

Ma per fortuna, grazie ad una maggiore consapevolezza, sapevo che quella non sarebbe stata la risposta.

Girovagando online mi sono imbattuta nel concetto di nutriceutica, cioè un neologismo che nasce dalla fusione dei termini nutrizione e farmaceutica, indaga quindi i componenti o i principi attivi degli alimenti che hanno effetti positivi per la salute, la prevenzione e il trattamento delle malattie.

La nutriceutica promuove il concetto che invece di mangiare e curarsi, si può curarsi mangiando, ma è certamente necessario conoscere bene gli alimenti e gli effetti positivi sulla nostra salute.

La nutraceutica, parola che nasce dalla fusione dei termini “nutrizione” e “farmaceutica”, per indicare la disciplina che indaga tutti i componenti o principi attivi degli alimenti con effetti positivi per la salute, la prevenzione e il trattamento delle malattie e per fornire questi metaboliti essenziali, che possono essere carenti nelle normali diete.

BINGO!

Era esattamente ciò che stavo cercando. Come imparare ad utilizzare il cibo ed eventuali integratori per sentirmi meglio.

Così ho preso subito appuntamento con un biologo nutrizionista specializzato in questo.

Durante il colloquio ovviamente mi sono state fatte moltissime domande sulla mia dieta e sul mio stile di vita in modo da poter formulare la classica dieta da seguire al grammo.

In quel momento ho fermato tutto.


Ho spiegato al nutrizionista che non stavo cercando quello. Che il fatto di pesare tutto, di avere un eccessivo controllo e un’eccessiva rigidità mi avrebbe innescato meccanismi, a me fin troppo conosciuti, di compensazione.

Attenzione, non sto parlando di abbuffate, non ne ho mai sofferto. Sto parlando del fatto che quando il cibo diventa il tuo pensiero fisso perché devi controllarlo, inevitabilmente finisci per mangiare di più o di meno di quanto hai davvero bisogno.

Questi meccanismi di compensazione e controllo hanno fatto sì che non solo mi sentissi schiava del cibo, ma che mettessi su ben 12 kg dovuti al continuo yo-yo e allo stress generato dall’influenza che il cibo stesso aveva nella mia vita.

E onestamente non volevo tornare a quel malessere, perché oggi sono libera dal cibo.

Mangio quando voglio, quanto voglio e come voglio. Anzi come vuole il mio corpo (e non più la mia mente!). Sto meglio mentalmente e fisicamente e ho anche lasciato andare quei kg in più, nonostante 2 gravidanze nel percorso.

Come ho fatto? Sono partita dal comprendere il blocco emotivo che avevo con il cibo.


Buona giornata!

Monica De Santis

Life Coach

4 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti