La tolleranza al maltrattamento nella comunità cristiana

Aggiornamento: 26 apr




Cari amici, benvenuti nel mio Blog! Oggi vi voglio parlare di un tema che probabilmente in quanto credenti avrete sofferto sulla vostra pelle. Nella comunità cristiana c'è una tendenza a tollerare l'abuso e il maltrattamento. La religione cattolica si basa sulla redenzione e sulla salvezza. Attraverso il perdono e la compassione, l'uomo può raggiungere la salvezza e superare la sua condizione di sofferenza. Quando viviamo una situazione di abuso dobbiamo sempre perdonare chi ci ha fatto del male? Se ci rifiutiamo di perdonare non siamo più dei buoni cristiani?


La tendenza a tollerare i maltrattamenti che subiamo in una relazione tossica è francamente indignante. Questo problema esiste e quasi nessuno ne parla. Stiamo condannando molte persone innocenti a causa della nostra mancanza di coraggio.


Quando questa tolleranza significa permettere a una persona di maltrattarci e di sottometterci stiamo commettendo un peccato. Se siamo testimoni di maltrattamenti subiti da altri e tendiamo a ignorare ciò che abbiamo visto, stiamo commettendo un peccato. Non possiamo considerarci innocenti agli occhi di Dio.


Non si parla spesso di questa tematica nella società e nemmeno nell'ambito della Chiesa stessa. Sembra che per essere considerati dei buoni cristiani non ci debba interessare il tema dell'abuso psicologico. La verità però, è che all'interno della comunità cristiana ci sono tutti i tipi di persone. Ci sono sia quelli buoni che quelli cattivi. Ci sono persone che all'esterno sembrano vivere una vita ispirata ai valori cristiani, ma che nelle mura di casa propria si comportano in modo spregevole.


A volte in questa situazione reagiamo voltandoci dalla parte opposta, ma Dio vuole che guardiamo il peccato e che lo affrontiamo. Dio vuole che difendiamo chi è più debole e che ci liberiamo dalle persone malvagie. Le persone abusanti sono malvagie. Una persona che ama se stessa come il suo prossimo non diventa abusante verso un'altra persona.


L'abuso di solito, si consuma nel silenzio e al riparo dagli occhi dei testimoni. Dobbiamo quindi, riconoscere i segnali di abuso per evitare che le vittime rimangano isolate. Ci sono persone all'interno della nostra comunità che hanno vissuto delle esperienze di maltrattamento e che non hanno ricevuto aiuto.


Ricordo una fase della mia vita in cui sono stata maltrattata da persone che si definivano cristiane. In quel periodo avevo perso la mia fede. Pensavo che se Dio fosse giusto non avrebbe permesso che mi accadessero certe disgrazie. La vittima tende a sentirsi come la persona sbagliata. Quando soffriamo e abbiamo perso la fiducia, potremmo pensare che Dio sta dalla parte delle persone cattive, ma non è così. Le persone malvagie prima o poi, dovranno fare i conti con Dio e con la loro coscienza, la cosa più importante è che tu ti allontani da loro.


Quando ci sentiamo ripetere frasi come: "Porgi l'altra guancia" oppure "Per amore sopporti tutto", non significa che dobbiamo farci maltrattare. Dio non vuole che soffriamo e che veniamo maltrattati da persone abusanti.


Come cristiani ci sentiamo dire che dobbiamo perdonare, ma il perdono verso chi ci ha fatto del male non comporta che dobbiamo tornare indietro e subire di nuovo quella situazione di abuso. Nella vita dobbiamo sempre cercare un miglioramento.


A volte non vogliamo affrontare le situazioni di abuso per amore del quieto vivere e per sfuggire dai conflitti. Invece, quando c'è una situazione di abuso in una famiglia lo dobbiamo affrontare con coraggio. Non siamo nati per soffrire. Dio non vuole la nostra sofferenza, ma vuole che sviluppiamo delle qualità che ci rendano delle persone migliori.


Scrivi pure un commento per dirmi cosa ne pensi.

Ti auguro una buona giornata!

Monica De Santis

Life Coach





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