PER AIUTARLI PARLATE COSI' AI FIGLI

Aggiornamento: 3 apr




Alcuni termini e toni della voce possono creare ansia e nevrosi.

"Capirai quando sarai grande", "Prendi esempio da me che sono tuo padre", "Fai un piacere alla mamma", "Dai un bacio alla signora": queste sono alcune delle frasi che più spesso sono ripetute, senza pensarci troppo, ai bambini. Pochi sanno però che le parole qui usate, apparentemente innocue, possono avere un effetto negativo sulla loro psiche.



"Io alla tua età...", "Lo dico per il tuo bene", "Fai un piacere alla mamma", "Conto su di te", "Dai un bacio alla signora", "Capirai quando sarai grande", "E' tutto il ritratto di suo padre", "Se continui a mangiare dolci diventerai grassa come tua madre", "Guardami negli occhi quando ti parlo", "Non è così facile, caro mio", "Non si dice io voglio, si dice io vorrei", "Questo bambino è un tesoro", "Non è una cosa da bambini" e "Prendi esempio da me che sono tuo padre ( tua madre ).



Ecco queste sono le frasi che è meglio evitare di dire ai figli. Per esempio, affermare "Io alla tua età..." può togliere al bambino la fiducia in se stesso. L'espressione "Dai un bacio alla signora" lo costringe a un gesto di affetto innaturale verso un'estranea, mentre sottolineare che "Non è una cosa da bambini" lo fa sentire in colpa per il fatto di essere piccolo.



NON FATE VENIRE SENSI DI COLPA


A loro diciamo tante frasi idiote e sbagliate, contagiati come siamo dalla televisione, dalla società in cui viviamo e dalla nostra educazione. Quando lo facciamo, dimentichiamo purtroppo che le parole non sono neutre, ma portano sempre emozioni che i bambini interpretano in maniera differente dagli adulti. Da queste parole, poi, dipende l'immagine che i figli hanno dei genitori: ora, da piccoli, ma pure più tardi, quando diventeranno grandi.


Sono parecchie le espressioni che vanno usate il meno possibile, possibilmente mai, per non fare nascere sensi di colpa o di inferiorità, inutili rivalità o pericolose frustrazioni. L'elenco comprende frasi anche normalissime, come "Non è una cosa da bambini", "Lo dico per il tuo bene", "E' tutto il ritratto di suo padre", "Conto su di te" e "Non è così facile, caro mio".


Non va bene, per esempio, parlare ai figli iniziando con la frase: "Io alla tua età...". A questo modo di dire si fa seguire, di solito, l'elenco di quello che i genitori non avevano, non potevano permettersi di fare o, al contrario, facevano obbedienti da bambini. "Io alla tua età non guardavo tutto il giorno la TV", "...andavo a scuola a piedi", "...non avevo così tanti giocattoli", "...non rispondevo male", e via dicendo.


Sono messaggi che tolgono fiducia in se stessi. Parlando in questi termini innescate nei vostri figli un meccanismo comparativo, che alimenta il loro complesso di inferiorità nei confronti degli altri. I bambini non vogliono assomigliare ai padri o alle madri: rivolgendovi così a loro, l'unica cosa che gli metterete in testa è che vi hanno deluso, che non sono all'altezza delle vostre aspettative.


Non è indicato neppure apostrofare i figli, come a molti genitori sarà capitato di fare, con la frase "Capirai quando sarai grande", per evitare di dare loro spiegazioni su argomenti o temi spiacevoli che non si vogliono affrontare con parole semplici. In questo caso, i bambini capiscono altro. Pensano che mamma e papà dicano: "Hai una colpa, quella di essere piccolo, di non capire". Per questo è meglio dire: "Non ho tempo di spiegarti adesso o non posso farlo, ma tra un'ora, un giorno, un mese ne riparliamo, te lo prometto".



NON FATE BACIARE GLI ESTRANEI


Guai, poi, a dire in modo insistente al proprio bambino, quando si incontra una conoscente o qualcuno che non è abituato a frequentare, "Su, da bravo, dai un bacio alla signora": farlo significa costringerlo a dimostrazioni di simpatia che per lui sono decisamente innaturali. Perché mai il bambino dovrebbe dare prova di affetto a una persona che conosce poco o per niente? Soprattutto con i piccoli che hanno 2 o 3 anni è meglio evitare questa ipocrisia sociale.


I bambini quando vogliono bene sono capaci di dare segni di amore spontanei. Sono giustamente sospettosi davanti a uno sconosciuto e, in questo modo, imparano anche a difendersi. Per questo è inutile costringerli ad avere abitudini distorte per il loro pensiero.


Dunque si tratta di scardinare molti luoghi comuni sui quali è basata l'educazione di generazioni di bambini. Chissà quante mamme e papà hanno creduto di dimostrare autorevolezza nei confronti dei figli intimando loro: "Guardami negli occhi". Niente di più sbagliato, da un punto di vista educativo. E' il sistema giusto per distruggere l'affetto che vi lega a vostro figlio. Quella di guardarsi negli occhi è un'esigenza da adulti: per il bambino lo sguardo è un'arma offensiva, da cui vuole liberarsi, di cui ha una paura istintiva. Costringendolo a sopportarlo, lo renderete ancora più timoroso.


Completamente sbagliato è anche pronosticare ai figli che diventeranno come i genitori. Dire loro, per esempio, "Se continui a mangiare dolci diventerai grassa come tua madre ( o come tuo padre )" può generare la paura che la serenità della famiglia sia definitivamente compromessa. Vediamo in quale modo...


NON FATE NASCERE CONVINZIONI ERRATE


Questa frase provoca nei figli la netta convinzione che i genitori siano pentiti di avere sposato una persona "brutta". E a questo punto il bambino fa un ragionamento ben preciso: "Se voglio essere amato", pensa, "non devo diventare come mio padre o mia madre". I figli capiscono anche che i genitori non si vogliono più bene e cominciano a temere che, presto o tardi, la loro famiglia si sfascerà per sempre. E tutto per colpa di una piccola frase...




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