Perché gli uomini sono violenti con le donne?

Aggiornamento: 17 giu 2021




Alice Sebold è una scrittrice statunitense che nel suo libro Lucky descrive lo stupro che subì a 19 anni. Il poliziotto che la interrogò successivamente la definì fortunata perché era riuscita a sopravvivere. In questo libro è narrato anche la vita dopo lo stupro e il tentativo di riprendere una vita normale. La Sebold scrive: "Ricevetti tante lettere da ragazze e ragazzi che erano stati abusati da dei familiari e ritenevano che a me fosse accaduto qualcosa di peggio!". E' terribile che ci siano delle persone che ritengano di essere più fortunate perché abusate dai familiari, anziché da uno sconosciuto come accadde a lei. Questa è una prova di come uno stupratore non violenta solo il corpo, ma anche la mente di chi lo subisce.


Ancora la Sebold dice: "Durante le conferenze si avvicinavano a me tanti uomini per scusarsi. Io facevo notare loro che non erano loro i responsabili. Non si può addossare la colpa della violenza a tutto il genere maschile".


Togliamo alcuni stereotipi:

1. la violenza si può subire sia da uno sconosciuto, sia da un familiare;

2. non si può incolpare della violenza tutto il genere maschile;

3. nella violenza sessuale e nello stupro il sesso non c'entra, ma è solo un'affermazione di potere. I drammatici documentari di guerra ci mostrano molto bene questo aspetto: lo stupro è una affermazione del proprio dominio contro il nemico.

4. la violenza sessuale può essere una reazione a una paura profonda che certi uomini hanno dell'intimità perché li fa sentire più deboli.


Siamo immersi in relazioni di sottomissione e di potere. Nel mondo del lavoro viene valorizzato un profilo che è molto simile a quello dello stupratore. Nel mondo del lavoro si impone il narcisista manipolatore che poi diventa un riferimento per il suo team. Questa situazione non aiuta poi a modificare i rapporti sociali. Lo stupro è un meccanismo di relazione basato sulla violenza e la sottomissione e in questa società molti rapporti umani hanno la stessa base.


La questione della violenza non è un problema solo delle relazioni eterosessuali, ma riguarda anche le relazioni omosessuali. Le statistiche americane hanno rilevato che 2 gay su 5 hanno subito delle violenze. Gli insulti e le prevaricazioni sono simili sia tra le coppie eterosessuali, sia tra le coppie omosessuali. Nelle coppie omosessuali c'è il ricatto dello svelamento ai parenti, figli e amici che non sanno nulla riguardo alla doppia vita che vivono certi omosessuali.

Nella coppia omosessuale femminile c'è una difficoltà a rivolgersi alla giustizia perché la violenza tra due donne non è riconosciuta visto che non ci può essere la penetrazione.


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Il tipo più pericoloso è il manipolatore perché si avvicina alla vittima con una strategia ben precisa. Poi, ci sono quelli più impulsivi che alternano alla violenza momenti di impulsività.


Vorrei fare dei passi avanti e vorrei esaminare insieme questi punti:

1. C'è qualcosa nella donna che spaventa l'uomo?

2. Quali paure si nascondono nella sessualità maschile?

3. Perché le donne restano?


Il godimento della donna è diverso da quello maschile. Non è controllabile, non c'è la prova e alle donne bisogna credere sulla parola. Da alcuni uomini, lo spasmo vaginale viene vissuto con paura da qui deriva il mito della vagina dentata degli indiani d'America. Il mito della vagina dentata è una trasposizione metaforica del potere femminile e della paura maschile.

Nella sessualità maschile c'è sempre l'ombra dell'altro uomo. Nei rapporti violenti tra uomo e donna c'è sempre il sospetto che esista l'altro uomo: il rivale. La questione della rivalità tra uomini è un elemento che crea un cocktail esplosivo insieme all'angoscia per il vuoto, la mancanza di controllo del godimento femminile e la paura del confronto con un altro ipotetico uomo, percepito come più ricco, più brillante e che rende il partner insicuro.


Molte donne subiscono situazioni di violenza per anni. Perché rimangono? Il maltrattamento corre su un doppio filo: la violenza e la premura. L'uomo che ti picchia poi, ti regala i fiori. E' un circuito di coercizione e consenso. L'uomo violento pensa: "Ti obbligo, ma lo faccio per il tuo bene". Si basa sul meccanismo di dipendenza, plagio, abuso e false premure.

Un abbraccio!


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