Se dovessi ripartire da zero....




Sembra sempre tutto facile a vederlo dall’esterno. E questa cosa ci frega sempre. Guardare la vita degli altri, gli obiettivi raggiunti, le scelte coraggiose prese e portate avanti ed esclamare un "beato te che ce l’hai fatta" oppure "eh, per te sicuramente è stato facile" è la più grande trappola in cui possiamo cadere. Perché ci dimentichiamo che non abbiamo vissuto noi quei momenti, che possediamo un’informazione incompleta, vediamo solo un risultato senza aver partecipato al processo, spesso molto diverso da come ce lo immaginiamo. Oggi voglio raccontarti un episodio che non ho mai condiviso prima, perché lo ammetto, fa ancora un po’ male e forse la ferita non è del tutto rimarginata. Ti ho mai raccontato di mia nonna?

Mia nonna si chiamava Giuseppina ed era per me un grande modello di donna. Sicura di sé, ha dedicato la propria esistenza all’essere felice. Come scelta quotidiana. Amava la vita e la onorava, non sprecandone mai nemmeno un attimo. E fino all’ultimo istante è riuscita davvero a lasciare il segno nelle persone a lei vicine. Mia nonna era davvero speciale. Ed eravamo molto legate. È venuta a mancare a maggio del 2017 . Comunque, tornando a noi. Era il 2016 quando una sera mi chiamò. Era seria, più del solito. Mi chiese quando l’avrei smessa con questa cazzata dei video su YouTube. Avevo 30 anni e mi stavo rendendo ridicola. Per lei ero una gran delusione. Faccio un passo indietro. Nel 2014 decisi di mollare la mia carriera come life coaching per buttarmi nel mondo del digitale. Ovviamente nessuno della mia famiglia era particolarmente contento di questa mia scelta. Pensavano mi fossi bevuta il cervello. Ed erano preoccupati per me, perché non ero più una ragazzina e stavo buttando via una carriera certa, a favore dell’ignoto. Nel 2015 decisi di trasferirmi in Thailandia da sola e lì aprii il mio canale YouTube dove iniziai a raccontare la mia storia e a condividere il mio percorso di crescita personale. Dopo un anno di video pubblicati online lei mi disse quello che in tanti pensavano, ma che non avevano mai avuto il coraggio di dirmi. E cioè che ero ridicola. Facevo pena. Quella notte non chiusi occhio. Dire che piangevo non rende l’idea. Singhiozzavo, come un bambino strappato via dai propri genitori. Non solo mi sentivo un verme nudo e disgustoso, ma ero convinta che nessuno mi amasse più, che le persone intorno a me mi avrebbero abbandonata per le mie scelte. Non nego di aver pensato di mollare tutto e tornare a cercarmi un lavoro tradizionale. Eppure….. Eppure non mi ero mai sentita così piena nella mia vita. Ero eccitata ad ogni contenuto nuovo che creavo, stavo iniziando ad aiutare decine di persone con i miei corsi. Mi svegliavo la mattina con la voglia di lavorare, di fare di più. Avevo una visione molto grande per il futuro e mentre lavoravo ero FELICE. Capitava la mattina di svegliarmi con le farfalle nello stomaco. Come se avessi dovuto incontrare un uomo di cui mi stavo innamorando. In realtà mi stavo innamorando del mio lavoro. Come potevo ignorare tutto questo? Gli altri però non lo capivano. Viviamo nella società dei titoli e del consumismo. Se sei "dottore" e guadagni tanto allora nessuno può permettersi di dirti niente. Se sei invece felice, crei un impatto nel mondo, ma sei squattrinato e fai qualcosa percepito come "strano" allora sei uno sfigato. Ecco, io in quel momento ero considerata una sfigata. Da mia nonna, ma in generale da tutte le persone che gravitavano nel mio mondo reale. Dopo alcuni anni, tutti si sono ricreduti. Ovviamente. I risultati ci sono, il digitale è decisamente più sdoganato e ho creato qualcosa di tangibile che funziona e che si vede. Adesso è facile apprezzarmi. Allora non lo era. E non sai quanto ho sofferto. Ma ho imparato due lezioni importantissime ed è per questo che ho scritto questo flusso di pensieri lunghissimo e l’ho condiviso con te. 1. Una persona ti può criticare profondamente e, allo stesso tempo, amarti. All’inizio non mi era chiarissimo, ma questo episodio con mia nonna mi ha insegnato tanto. Se n’è andata prima di poter essere davvero orgogliosa di me (e non ti nego che lo sto scrivendo con le lacrime). Ma so che il suo amore non è cambiato di un millesimo. Mi ha amata fino alla fine e so che dietro quelle critiche così forti c’era solo la paura che io fallissi e che la vita non sarebbe stata facile per me. E questo vale per tutte le persone che ti amano profondamente. Quando prendi una decisione coraggiosa che non comprendono, per loro è una minaccia. La minaccia di vederti infelice. Non lo fanno contro di te, lo fanno per te. E con questa consapevolezza passo al secondo punto. 2. La cosa che davvero conta è come ti senti tu. Appurato che chi ti ama veramente non si allontanerà a causa delle tue scelte, tu non puoi abbandonare ciò che ti tiene vivo, i tuoi sogni e i tuoi obiettivi per quello che pensano gli altri (per quanto possa farti male!). La vita è solo una e non la vivono gli altri al posto nostro. Se avessi scelto di tornare a fare un lavoro tradizionale a causa delle critiche ricevute sarei stata profondamente infelice. Al mattino mi sarei dovuta alzare io per andare a lavorare con un peso sul cuore, non gli altri. Ecco, tienilo in considerazione. Troppo spesso lasciamo che siano gli altri a manovrarci per poi svegliarci dopo anni ed accorgerci di essere così lontani da noi stessi da non sapere più dove e come ritrovarci. Spesso mi scrivete facendomi i complimenti per quello che ho costruito e da tanti messaggi sento e percepisco che non vi sentite in grado di fare lo stesso. Ma non perché vi mancano le strategie o la formazione, quelle come sapete si integrano in un attimo. È proprio la paura e la vostra percezione del giudizio altrui che vi blocca . E invece no. Ci sono passata io come altre migliaia di persone che hanno scelto di perseguire il proprio sogno. E il giudizio degli altri è uno degli ostacoli più grandi da dover superare. Ma come vedi, non sei sola. E se dovessi ripartire da zero rifarei tutto quello che ho fatto, perseguendo la mia strada, nonostante tutto. Buona giornata!

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